

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=59077&titolo=Kos
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
(testo integrale)
art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
art. 5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
art. 6. La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
art. 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
art. 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
art. 10. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
art. 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Il resto su:http://web.tiscalinet.it/claufi/costituzione.htm
Roma, 24 novembre 2009
-- In occasione del 25 novembre, Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne, Amnesty International dà un rinnovato impulso alla campagna "Mai più violenza sulle donne", promuovendo nuove azioni per garantire a tutte le donne il diritto a vivere una vita dignitosa e libera dalla violenza.
L'azione di Amnesty International si concentra quest'anno sul legame tra povertà e violenza, per spezzare questo circolo vizioso in cui moltissime donne nel mondo sono costrette a vivere. Le donne e le ragazze che vivono in povertà spesso vedono violati i loro diritti umani, costrette a sposarsi in età precoce, discriminate a causa di etnia, religione, stato civile o disabilità, senza autonomia economica. Le loro vite sono segnate dalla violenza sessuale, dallo scarso accesso a un'istruzione adeguata e dalla mancata protezione dai rischi collegati alla gravidanza e al parto. La povertà, per queste donne, non è solo mancanza di reddito ma anche impossibilità di vivere una vita dignitosa, di partecipare ai processi decisionali e di fare sentire la loro voce.
L'organizzazione per i diritti umani ha lanciato a livello mondiale tre appelli per chiedere la fine dell'impunità e della violenza sulle donne, in situazioni in cui il perpetrarsi degli abusi è alimentato dall'indigenza e dall'insicurezza. Le donne del Darfur nei campi profughi in Ciad rischiano quotidianamente violenze e abusi sessuali, sia quando escono per andare alla ricerca di acqua, cibo e legna da ardere, sia all'interno dei campi. In Tagikistan, il fenomeno dell'abbandono prematuro del sistema educativo da parte delle bambine e delle ragazze è molto diffuso; il mancato accesso a un'istruzione adeguata le rende estremamente vulnerabili allo sfruttamento, ai matrimoni forzati, precoci e poligami e alle violenze domestiche. Le donne sopravvissute agli stupri e ad altre forme di violenza durante il conflitto degli anni Novanta in Bosnia ed Erzegovina attendono ancora giustizia e riparazione. Migliaia di donne sopravvissute allo stupro hanno perso i loro parenti; molte non sono in grado di trovare o mantenere un posto di lavoro a causa della loro fragilità psicologica e altre vivono senza una fonte fissa di reddito e in povertà.
Il 25 novembre, Amnesty International promuoverà varie iniziative in tutta Italia. A Roma, alle ore 17, si terrà il seminario "Donne, guerra e violenza", presso la Facoltà di Sociologia della Sapienza, a partire dal volume "Stupri di guerra" (Franco Angeli, 2009), a cura di Marcello Flores, con la prefazione di Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. Inoltre l'associazione ha aderito alla manifestazione contro la violenza sulle donne che si terrà a Roma il 28 novembre.
Il Gruppo Amnesty di Macerata lancia la prima edizione del concorso nazionale di scrittura, fotografia, poesia e narrazione "Il privilegio di esistere", riservato a giovani dai 15 ai 30 anni.
In occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne inoltre si terranno iniziative a Catania, Agrigento, Pirri (CA), Pomigliano d'Arco (NA), Torino e in altre città italiane (maggiori informazioni sono disponibili online).
Comunicato stampa Amnesty International
da sito http://www.hrea.org/index.php?base_id=2&language_id=10&headline_id=10387